
Un episodio di diplomazia urbanistica fra ‘600 e ‘700
E’ una delle mete irrinunciabili per tutti i turisti in visita a Roma. Una meta scontata. Banale, a volte. Per i romani, invece, è il luogo migliore per darsi appuntamento e cominciare un pomeriggio di shopping e “struscio” fra i negozi di via del Corso. D’altro canto è impossibile non vederla. Un po’ più complesso è invece vedersi, perché Trinità dei Monti è sempre molto frequentata di notte e di giorno. Sono talmente tante le generazioni di giovani che hanno passato su quei gradini gran parte dell’adolescenza che la piazza è ormai da considerarsi come una specie di “rito d’iniziazione” per legioni di ragazzi alternativi (punk, dark, metallari). Ogni anno, comunque, è sempre più difficile fare “tappa” sulla scalinata, visto che puntualmente mille delibere comunali cercano di limitare l’uso rilassante che si fa da sempre dei suoi 136 gradini. Per il decoro, dicono. Per l’immagine di Roma. Continua..

Credo che una delle principali sfide che i relatori pubblici dovranno affrontare nei prossimi anni sia quella di diffondere la cultura della comunicazione e delle relazioni pubbliche nelle piccole imprese. Nel termine comprendo anche le micro imprese con pochi o pochissimi dipendenti.
I relatori pubblici si troveranno di fronte a un duplice impegno: perseguire un’espansione sia in senso orizzontale sia in senso verticale.
La prima sarà costituita dall’azione di consolidamento della cultura delle relazioni pubbliche negli ambienti dove già è praticata. Nelle grandi strutture organizzative dove la comunicazione è diffusa e abituale si tratterà per esempio di tenere il passo con le sfide imposte dal web, aggiornando prima il proprio atteggiamento mentale nei confronti dei social media e di tutti gli ambienti virtuali, e poi le proprie competenze tecnico-relazionali specifiche. Oppure sarà lo sforzo di rendere sempre più parallela e a due vie la comunicazione con i pubblici rilevanti. L’emancipare le relazioni pubbliche dalla sudditanza al marketing. Il far sì che in un’organizzazione si creino funzioni riconosciute per tutte le forme di comunicazione non di prodotto (finanziaria, interna, ambientale, public affairs, etc.). Continua..

È una Basilica minore con titolo cardinalizio detta anche Santuario di Maria “Salus Populi Romani” o Santuario del S. Bambino d’Aracoeli. Eretti sul luogo dell’antica “Arce Capitolina” è la Chiesa del Senato e del Popolo Romano e simboleggia il trionfo del cristianesimo sul mondo pagano. La denominazione più antica è quella di S. Maria in Capitolio. La Basilica risale al IV-V secolo, sorta, secondo la leggenda, dove la Sibilla predisse ad Augusto la venuta del Redentore. Il nome di Aracoeli appare soltanto dal secolo XII in poi e, secondo l’opinione più comune, deriverebbe dal fatto che la Chiesa sarebbe stata costruita presso l’altare dedicato dall’Imperatore Augusto al Figlio del Dio del cielo.
Nel breve tratto d’unione fra la Chiesa e la sagrestia, si apre a sinistra la Cappella del S. Bambino. Nel 1250 fu affidata ai Frati Minori Francescani. Continua..

Con l’intervento correttivo effettuato ad opera del D.Lgs. n. 106, il legislatore ha semplificato e reso più coerente l’intero complesso normativo in materia di primo soccorso nei luoghi di lavoro.
La recente entrata in vigore del D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106, cosiddetto “decreto correttivo”, ha apportato importanti modifiche al D.Lgs. n. 81/2008, tra le quali è possibile citare la sostituzione dell’allegato IV al suddetto decreto e, con essa, l’eliminazione di una parte dei suoi contenuti, in particolare quelli riguardanti le misure relative al primo soccorso nelle aziende. Continua..

Riceviamo da Giuliano Bellei, nostro consulente per gli Enti Ecclesiastici, l’articolo apparso sull’ Informazione di Reggio Emilia del 16.2.2010 a firma don Franco Ranza, sui cattolici in politica, che volentieri pubblichiamo.
Papa Ratzinger così ha parlato in questi giorni: ‘La vita umana è un soggetto inalienabile di diritto … fin dal primo istante, la vita dell’uomo è caratterizzata dall’essere vita e per questo portatrice sempre, dovunque e nonostante tutto, di dignità propria’; ricalcando il pensiero di Paolo VI che scriveva nel 1968 nel documento lontano eppur vicino ‘Humanae vitae’: ‘Il problema della natalità, come ogni altro problema riguardante la vita umana, va considerato al di là delle prospettive parziali, siano di ordine biologico o psicologico, demografico o sociologico, nella luce di una visione integrale dell’uomo e della sua vocazione non solo naturale e terrena, ma anche soprannaturale ed eterna’. Continua..

Sarà stata la recente elezione al soglio pontificio o le laute cene papali, ma in una delle sue prime notti da papa, Innocenzo III si svegliò dopo un incubo e da allora non si diede pace. C’erano le reti dei pescatori e le acque del Tevere. Nelle reti erano rimasti impigliati i corpicini di neonati morti. Fu una visione terrificante, qualcosa che di certo lo distolse dalla sua missione più nobile: affermare su tutto e tutti la superiorità dell’autorità del papa in quanto successore di Cristo. Era il 1198 e già da dieci anni a Marsiglia la questione degli abbandoni dei neonati illegittimi era stata tamponata con l’inaugurazione della prima ruota degli esposti della storia. Continua..
Appena entri è tutto normale, cioè normale per Roma: una chiesa fastosa ti accoglie fra stucchi e ori, il rumore del traffico svanisce e il tempo si ferma. Gli occhi si poggiano senza sosta da una decorazione all’altra, valutano la bellezza dei marmi policromi, poi si perdono nelle proporzioni gigantesche lasciando spazio a quel senso di soggezione che, alla fine, ogni monumento romano riesce a incutere anche nel più freddo dei visitatori.
All’esterno, invece, piazza Sant’Ignazio è una specie di introduzione teatrale allo spettacolo della chiesa dedicata al santo di Loyola, fondatore dei gesuiti. Come una quinta, i palazzi si curvano e si piegano, giocano con le forme concave e convesse e con la luce. La piazzetta è uno di quei punti magici della città, un gioiellino che sarà lì ad attenderti all’uscita, per un’ultima foto, per un momento di pausa prima di riprendere il cammino. Continua..

VALLECORSA (FR)
Santuario Madonna della Sanità
Piazza S. Martino – 03020 VALLECORSA
(diocesi di Frosinorle-Veroli-Ferentino)
In auto: autostrada A2 Roma-Napoli, uscita a Frosinone (dal nord), uscita a Ceprano (dal sud).
In treno: linea Roma-Frosinone-Caserta, stazione di Ceccano, poi pullman per Vallecorsa.
Durante lo scisma d’Occidente, all’inizio del secolo XV, nella Chiesa Matrice di S. Martino in Vallecorsa, comparve, forse per caduta improvvisa dell’intonaco sulla parete sinistra della Chiesa, il prodigioso affresco della Vergine. La sua apparizione fu accompagnata da fatti così straordinari che il Vescovo diocesano di Fondi, Mons. Domenico Astalli, con una bolla del 17 novembre 1412 concedeva a tutti i pellegrini sante indulgenze. Per le grazie ricevute, il popolo chiamò l’immagine con il titolo di Madonna della Sanità. Continua..

L’uso delle parole, si sa, cambia con il tempo. Non è solo questione di evoluzione di una lingua per seguire il progresso scientifico. Nessuno sentiva il bisogno di inventare il vocabolo “aeroplano” finché qualcuno non si mise a costruire quelle che, inizialmente, venivano chiamate “macchine volanti”. Fino a una decina d’anni fa la parola “telefonino” era un vezzeggiativo, un diminutivo per indicare un “piccolo telefono”, cioè un giocattolo per bambini o un soprammobile. Oggi identifica quel mezzo di comunicazione di messaggi (parlati o scritti) e di sé (status symbol), che hanno anche i bambini di dieci anni. Continua..

Come accade con altri processi cognitivi, anche nel caso della creatività e della capacità di pianificazione efficace la fisiologia ha un ruolo importante. Le dimensioni del sogno, della realtà e della critica sono accompagnate da macro e micro indicatori comportamentali. Proprio tali indicatori possono aiutarci ad entrare più pienamente ed intensamente in quello stato “emotivo-mentale” necessario a creare un piano riuscito. Continua..

S. Maria di Grottaferrata, non è solo Santuario mariano ma una badia greca, l’unico dei Monasteri orientali d’Italia presenti nel Medioevo ancora rimasto oggi. Vi si celebra la liturgia in rito greco ed è anche un importante centro ecumenico. E stata fondata nel 1024 da Bartolomeo Juniore, discepolo di S. Nilo da Rossano, venuto nel 1004 dalla Calabria, assieme a un gruppo di monaci, per fondare un Monastero. La Chiesa, con direzione da occidente a oriente, è affiancata sulla destra dall’antica cryptoferrata, cella sepolcrale pagana del I secolo a. C., costruita con grossi blocchi di peperino. La volta a crociera, che le dà la forma di una grotta, e le quattro finestre a doppia inferriata, le hanno attribuito il nome di Grottaferrata. Il Santuario è stato recentemente (1910) restaurato e riportato alle forme primitive. Continua..



