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Dal 18 luglio al 18 agosto 2010 la chiesa di Sant’Erasmo di Porto Ercole ospita la mostra-evento Michelangelo Merisi da Caravaggio “Chiuder la vita”.

L’esposizione, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Comune di Monte Argentario e da eni, è aperta al pubblico gratuitamente per la sua intera durata. Curata da Valeria Merlini e Daniela Storti con il coordinamento scientifico di Francesca Temperini e prodotta da Aleart progetti d’immagine, la mostra intende celebrare gli ultimi momenti della vita del grande artista che proprio a Porto Ercole concluse la sua esistenza. Scrive il biografo Bellori: “Così il Caravaggio si ridusse a chiuder la vita e l’ossa in una spiaggia deserta, ed allora che in Roma attendevasi il suo ritorno, giunse la novella inaspettata della sua morte, che dispiacque universalmente” Continua..

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CORI (LT)
Santuario della Madonna del Soccorso
Padri Trinitari (Prov. Italiana Ordine degli scalzi della SS. Trinità)

Via del Soccorso
04010 Cori
Tel. 06.96.78.127
Fax 06.96.61.02.47
(diocesi di Latina, Terracina, Sezze e Priverno)

In auto: autostrada A1 Milano-Roma, uscita a Valmontone, poi proseguire per Artena, Giulianello, Cori Monte, Santuario.
Oppure SS 148 Pontina, uscita Cisterna di Latina, Cisterna, Cori Monte.
Oppure SS 7 Appia, svoltare a destra al semaforo per Latina Scalo, Doganella, Cori Monte.
In treno: da Roma Termini per Cisterna di Latina, poi collegamento pullman.

Le origini del Santuario sono legate ad una tradizione che riporta l’apparizione della Madonna avuta da una bambina di Cori. Il 4 maggio del 1521 la piccola Oliva, cercando di raggiungere la madre che si recava a mietere i campi, si perse sui monti di Cori, disorientata da un improvviso temporale. Si riparò sotto una pianta di ginestra dove ebbe l’apparizione della Vergine che per otto giorni la protesse dal maltempo e la nutrì. Quando la bimba fu ritrovata descrisse l’esperienza vissuta e, per la sua innocenza, fu creduta. Tra l’altro i Coresi rinvennero, nei pressi dell’apparizione descritta dalla piccola Oliva, un’icona della Madonna. Continua..

Per chi non ha mai visitato la terra di Simón Bolívar e del fiume Orinoco, è difficile percepire i dislivelli sociali, economici e politici di un paese grande e giovane, dove il Vecchio mondo s’intreccia con il Nuovo e l’interscambio fra le razze sembra non avere altre barriere che quelle della nuova globalizzazione, di cui si parla tanto oggi in tutto il mondo.

La costante ricerca di nuovi orizzonti di sviluppo e tecnologizzazione della cultura sembra contrastare attualmente con questo paese, che invece sta cercando la ricostruzione della propria identità nazionale sotto l’ideale patriottico del pensiero bolivariano, il quale, più che rivoluzionario, potrebbe essere considerato innovativo per chi si avvicina solo come osservatore esterno. La riflessione che voglio proporre in queste righe non si basa su quale tipo di governo conviene o no adoperare per realizzare tale ricostruzione, cosa che compete a politici e sociologi, bensì vuole essere un contributo per il riscatto del valore umano e morale che l’uomo ha nella società moderna, e che sembra sfuggire a molti che tentano di svolgere un ruolo sociale e governativo, dimenticandosi che è più importante essere e servire che, avere e potere.
Continua..

Storia gastronomica di un santo del popolo

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I famosissimi bignè della “Festa del papà”, quelli fritti nell’olio e poi farciti da una golosa cremina sono allo stesso tempo una sorta di delizia ipercalorica e un omaggio al padre più famoso della storia della religione. Un padre putativo, o adottivo che dir si voglia, ma pur sempre padre di colui sulla cui avventura in terra è stata costruita una fede che è fra le più forti al mondo.
Il bignè di san Giuseppe, sia chiaro, non è una specialità soltanto romana, così come la “Festa del papà” che è invece, piuttosto un appuntamento nazionale, per altro assai sentito ultimamente (almeno in termini di bignè venduti e consumati con la scusa di festeggiare i padri, anche quelli che non ci sono più). Trattasi di una ricorrenza spensierata per forza, visto che arriva alla fine dell’inverno, segue il Carnevale ed è preludio di primavera. Ma non è nulla rispetto alle celebrazioni che a Roma si tenevano in onore del santo cui, per tradizione, erano abbinate anche le famosissime frittelle. Continua..

800anniversarioLa storia
Il tempo ‘epocale’ di crociate e jihad è durato convenzionalmente per circa due secoli dalla fine dell’ XI alla fine del XIII (V-VII H); ma perdurerà ancora nei secoli seguenti come ‘tendenza non sopita’ e ancora ai nostri giorni come rischio che talora soggiace ‘vivo’ nell’impiantare i possibili rapporti tra mondo occidentale ed islamico. Fenomeno complesso quello delle crociate e del jihad, specie quando è inteso come ‘guerra santa’, laddove teologia e diritto supportavano il ricorso alle armi, legittimando quindi la violenza fino all’uccisione del nemico o alla sua penosa cattività.

Ebbene, nella più generale e propagandata politica di armamento e riarmo come servizio militare, Giovanni de Matha, cantore della ‘totale inclusione’ e obiettore di coscienza, sente in sé di avere da Dio, padre di tutti gli uomini, il mandato profetico di liberare i prigionieri di ‘guerre sante’: cristiani e musulmani, senza distinzione.

L’arte: il segno, il simbolo
L’estetica medievale pur nelle sue varie tonalità, si nutre fondamentalmente di rimandi all’ ordine cosmico, ad un ordine di società nelle mani provvidenti di Dio. L’ordine per eccellenza è quello che si realizza nel rapporto stretto e incessante tra la divinità e l’umanità. L’iconografia espressa con il mosaico collocato a S. Tommaso in Formis a Roma, fa irrompere nei molteplici spazi rappresentativi una iconografia ‘mai vista’ prima: la divinità prende per mano la temporalità: oltre l’appartenenza religiosa e il colore della pelle.
Un’umanità scheggiata dalla sofferenza, dalle catene, e collocata nel sublime piano dell’oro, il metacolore dell’onnipotenza di Dio; su un piano che prelude e aggancia il tempo con l’eternità. Continua..

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Santuario della Porziuncola – Basilica Patriarcale di Santa Maria degli Angeli
Frati Minori Francescani

06088 Santa Maria degli Angeli
Tel. 075.80511 (centralino) – Fax 075.8051418 – Tel. 075.8051430 (sacrestia)
(diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino)

In auto: autostrada A1 Milano-Roma, uscita a Val di Chiana-Bettolle direzione Perugia, poi strada statale 75 Perugia-Foligno, uscita a S. Maria degli Angeli.
In treno: linea Perugia, Foligno, stazione di Assisi.

Il Santuario della Porziuncola si trova a 6 km da Assisi, nella Basilica di S. Maria degli Angeli, uno dei maggiori Santuari d’Italia, sorto nei luogo dove è morto S. Francesco e dove ha avuto origine l’Ordine francescano. Continua..

Santuario-Sacro-Corporale-Orvieto

ORVIETO (TR)
Santuario del Sacro Corporale
Piazza Duomo
05018 ORVIETO
Tel. 0763.41167
(diocesi di Orvieto-Todi)

In auto: autostrada A1 Milano-Roma, uscita a Orvieto.
In treno: linea Milano-Roma, stazione di Orvieto.

Il Santuario del Sacro Corporale, posto nel Duomo di Orvieto, è legato al miracolo di Bolsena. Nel 1263, un sacerdote boemo, Pietro da Praga, che nutriva dubbi sulla verità della transustanziazione, mentre celebrava la Messa presso la tomba di S. Cristina in Bolsena, vide delle gocce di sangue stillare dall’ostia consacrata, che si posarono sul corporale e sul pavimento. Corse dal Papa Urbano IV, che si trovava a Orvieto, il quale, verificato il prodigio, l’anno seguente istituì la festa del Corpus Domini. A Orvieto, per celebrare il prodigio, fu innalzato un tempio, sul luogo più elevato della città (1290), al quale si aggiunse la cappella del Corporale (1350) e la cappella Nuova (1408). Continua..

Perché il 24 giugno si festeggia, ma senza far rumore?

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Vierà ccor una faccia da torzate / er corpo da ggigante e ll’occhio tristo:
e pper un caso che nun z’è mmai visto / nasscerà da una monica e dda un frate.

Giuseppe Gioachino Belli, La fine cler monno.

Enoch, bisnonno di Noè e padre di Matusalemme, alla “tenera” età di 365 anni, invece di morire, fu “rapito” da Dio e portato in un luogo segreto, insieme, si dice, anche al profeta Elia. Non si sa bene dove si siano cacciati questi due eroi dell’Antico Testamento, di certo c’è solo l’immenso amore provato da Dio nei loro confronti, tanto immenso da risparmiare loro anche la morte.

Un millennio e passa più tardi l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto li ritroverà nel Paradiso terrestre, loro due più San Giovanni Evangelista, a formare praticamente un club privato dei graditi al signore. Questi tre nomi sono quindi importantissimi per il bene spirituale dell’umanità. Gli stessi tre nomi a Roma, invece, sono sinonimo di una festa dai risvolti amari, anche se dedicata alla concordia. Continua..

viterbo-panoramica

VITERBO (VT)
Santuario Santa Maria Liberatrice
Frati Agostiniani

Chiesa della SS. Trinità
Piazza della Trinità, 8
01100 VITERBO
TeI. 0761 .342808
(diocesi di Viterbo)

In auto: autostrada Al Milano-Roma, uscite a Orte, poi superstrada per Viterbo (33 km), oppure Via Cassia Roma-Viterbo.
In treno: linea Roma-Viterbo o Orte-Viterbo, oppure autobus Roma (Saxa Rubra)-Viterbo.

Nel 1256 i Frati Agostiniani si trasferirono sul colle della Trinità dove costruirono una Chiesa e un Convento. Verso il 1315, nella cappella di S. Anna, costruita nella Chiesa della Trinità, fu affrescata un’immagine della Vergine che prese il titolo di «Liberatrice» da un evento miracoloso avvenuto il 28 maggio 1320: sulla città stava scatenandosi un violento uragano, quando nel cielo apparve l’immagine della Vergine, simile a quella custodita nella cappella di S. Anna, che salvò la città. Continua..

I Musei Capitolini: un regalo di Clemente XII al suo popolo

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Non si conosce il numero di visitatori per il primo giorno di apertura della collezione dei Musei Capitolini. Si sa invece l’anno di questo evento e l’artefice di un regalo culturale di questa fatta: 1734, Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsivi. Da quel momento in poi il popolo di Roma fu il primo cui venne regalato un museo. Cioè uno spazio dove le antichità e l’arte fossero fruibili da tutti e non solo dai proprietari. Sale, targhette, uscieri, passamaneria e scaffali, queste parole sono entrate a far parte del vocabolario museale grazie alla generosità di un papa con la mania delle collezioni antiquarie e con lo scrupolo di farne godere un pezzettino anche ai romani e non solo alla nobiltà che, d’altro canto, già disponeva di un immenso patrimonio di antichità accumulato in secoli e generazioni di “recuperi” nel sottosuolo dell’Urbe e soprattutto fra i confini delle loro proprietà. Continua..

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VELLETRI (ROMA)
Santuario Santa Maria delle Grazie
Piazza S. Clemente
00049 VELLETRI
Tel. 06.9632512
(diocesi di Velletri-Segni)

In auto: Via Appia Roma-Velletri e linea Castelli romani (38 km da Roma).
In treno:. linea Roma-Velletri, stazione di Velletri.

La Cappella della Madonna delle Grazie si trova nell’antica Cattedrale, fondata intorno al v secolo, rifatta
nel XVI e XVII secolo, dedicata a S. Clemente Papa, terzo successore di Pietro.
Nel 1946 iniziano i lavori di restauro del dopoguerra, per opera del Cardinale Clemente Micara a cui si deve la tela centrale del soffitto e le vetrate di Hajnal.

La Cappella della Madonna delle Grazie è in stile barocco. La prodigiosa immagine, dipinta su tavola, risale alla fine del XIV secolo, opera di artista di scuola senese o orvietana e raffigura la Madonna con Bambino. La Cappella è del 1636 e nel 1682 l’immagine fu incoronata dal Capitolo Vaticano. Nel 1685 il quadro fu ricoperto da una veste argentea e si trova al centro di un artistico altare. Le pareti laterali della Cappella sono coronate da lunette affrescate: a sinistra, l’Incoronazione della Vergine, a destra, l’Annunciazione. Continua..

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