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Archivio per gennaio, 2010

S. Maria Grottaferrata

S. Maria di Grottaferrata, non è solo Santuario mariano ma una badia greca, l’unico dei Monasteri orientali d’Italia presenti nel Medioevo ancora rimasto oggi. Vi si celebra la liturgia in rito greco ed è anche un importante centro ecumenico. E stata fondata nel 1024 da Bartolomeo Juniore, discepolo di S. Nilo da Rossano, venuto nel 1004 dalla Calabria, assieme a un gruppo di monaci, per fondare un Monastero. La Chiesa, con direzione da occidente a oriente, è affiancata sulla destra dall’antica cryptoferrata, cella sepolcrale pagana del I secolo a. C., costruita con grossi blocchi di peperino. La volta a crociera, che le dà la forma di una grotta, e le quattro finestre a doppia inferriata, le hanno attribuito il nome di Grottaferrata. Il Santuario è stato recentemente (1910) restaurato e riportato alle forme primitive.

Madonna dei Palafrenieri

Se i palafrenieri avessero conosciuto in anticipo l’esito della vicenda, è molto probabile che l’Arciconfraternita si sarebbe risparmiata quei 75 scudi che spese per commissionare il quadro a Caravaggio. E non perché il risultato non gli piacque, né perché il pittore, per il quale è stata coniata una leggenda assai sospetta riguardo alla sua natura, diciamo così, sanguigna, commise degli errori o semplicemente se ne fregò una volta intascato il bottino. Ma perché il risultato del suo lavoro e della commissione dell’Arciconfraternita assunse ben presto, a guardare le date, connotati di una bega micidiale fra il teologico e il “diplomatico” nel quale si ritrovarono coinvolti innanzitutto i palafrenieri, poi i cardinali incaricati di supervisionare i lavori della Fabbrica di San Pietro, il papa Borghese, Paolo v e, soltanto in penultima posizione, Michelangelo Merisi da Caravaggio, che in questa vicenda appare incolpevole e quanto mai ligio al suo dovere. L’ultimo nome da tirare in ballo, infine, è quello dell’allora cardinal-nipote, Scipione Borghese, cui andò il privilegio di essere il vincitore morale della disputa e accaparrarsi l’opera allontanata dal Vaticano per la cifra tonda di 100 scudi.

segnavia

I segnavia sono indicazioni tracciate su alberi o rocce che guidano il viaggiatore per i sentieri montani. Sono appigli lasciati da uomini e donne esperti, utili ad interpretare un territorio ricco di biforcazioni, vicoli ciechi e passaggi pericolosi. Sono indicazioni affidate all’intelligenza e alla sensibilità del viaggiatore, che sceglierà quale strada percorrere, quale montagna scalare, quale segnavia seguire. Esperti nazionali ed internazionali nel campo sociale ed economico tracciano i propri segnavia: non spiegazioni didattiche ma occasioni di analisi e riflessioni aperte a tutti. Un’occasione preziosa per ancorare il ricco patrimonio del saper fare ad un capire per fare meglio.

Giustizia

Spero che finalmente si accorgano tutti, maggioranza e opposizione, che la riforma della giustizia non è un affare personale, ma una necessità per il Paese.

Ovviamente, al momento, per gran parte di essi è difficile prevedere i tempi e i modi con cui potranno essere affrontati, ma resta il fatto che si può procedere attraverso leggi ordinarie o  leggi costituzionali. Se tutti fossero disponibili ad agire per via Costituzionale – cioè con un’ampia maggioranza che metta le riforme al riparo da un possibile referendum, e con un percorso rapido che garantisca la doppia lettura alla Camera e al Senato – tanto meglio.

dippiù?