Archivio per febbraio, 2010

Riceviamo da Giuliano Bellei, nostro consulente per gli Enti Ecclesiastici, l’articolo apparso sull’ Informazione di Reggio Emilia del 16.2.2010 a firma don Franco Ranza, sui cattolici in politica, che volentieri pubblichiamo.
Papa Ratzinger così ha parlato in questi giorni: ‘La vita umana è un soggetto inalienabile di diritto … fin dal primo istante, la vita dell’uomo è caratterizzata dall’essere vita e per questo portatrice sempre, dovunque e nonostante tutto, di dignità propria’; ricalcando il pensiero di Paolo VI che scriveva nel 1968 nel documento lontano eppur vicino ‘Humanae vitae’: ‘Il problema della natalità, come ogni altro problema riguardante la vita umana, va considerato al di là delle prospettive parziali, siano di ordine biologico o psicologico, demografico o sociologico, nella luce di una visione integrale dell’uomo e della sua vocazione non solo naturale e terrena, ma anche soprannaturale ed eterna’.

Sarà stata la recente elezione al soglio pontificio o le laute cene papali, ma in una delle sue prime notti da papa, Innocenzo III si svegliò dopo un incubo e da allora non si diede pace. C’erano le reti dei pescatori e le acque del Tevere. Nelle reti erano rimasti impigliati i corpicini di neonati morti. Fu una visione terrificante, qualcosa che di certo lo distolse dalla sua missione più nobile: affermare su tutto e tutti la superiorità dell’autorità del papa in quanto successore di Cristo. Era il 1198 e già da dieci anni a Marsiglia la questione degli abbandoni dei neonati illegittimi era stata tamponata con l’inaugurazione della prima ruota degli esposti della storia.
Appena entri è tutto normale, cioè normale per Roma: una chiesa fastosa ti accoglie fra stucchi e ori, il rumore del traffico svanisce e il tempo si ferma. Gli occhi si poggiano senza sosta da una decorazione all’altra, valutano la bellezza dei marmi policromi, poi si perdono nelle proporzioni gigantesche lasciando spazio a quel senso di soggezione che, alla fine, ogni monumento romano riesce a incutere anche nel più freddo dei visitatori.
All’esterno, invece, piazza Sant’Ignazio è una specie di introduzione teatrale allo spettacolo della chiesa dedicata al santo di Loyola, fondatore dei gesuiti. Come una quinta, i palazzi si curvano e si piegano, giocano con le forme concave e convesse e con la luce. La piazzetta è uno di quei punti magici della città, un gioiellino che sarà lì ad attenderti all’uscita, per un’ultima foto, per un momento di pausa prima di riprendere il cammino.

VALLECORSA (FR)
Santuario Madonna della Sanità
Piazza S. Martino – 03020 VALLECORSA
(diocesi di Frosinorle-Veroli-Ferentino)
In auto: autostrada A2 Roma-Napoli, uscita a Frosinone (dal nord), uscita a Ceprano (dal sud).
In treno: linea Roma-Frosinone-Caserta, stazione di Ceccano, poi pullman per Vallecorsa.
Durante lo scisma d’Occidente, all’inizio del secolo XV, nella Chiesa Matrice di S. Martino in Vallecorsa, comparve, forse per caduta improvvisa dell’intonaco sulla parete sinistra della Chiesa, il prodigioso affresco della Vergine. La sua apparizione fu accompagnata da fatti così straordinari che il Vescovo diocesano di Fondi, Mons. Domenico Astalli, con una bolla del 17 novembre 1412 concedeva a tutti i pellegrini sante indulgenze. Per le grazie ricevute, il popolo chiamò l’immagine con il titolo di Madonna della Sanità.

L’uso delle parole, si sa, cambia con il tempo. Non è solo questione di evoluzione di una lingua per seguire il progresso scientifico. Nessuno sentiva il bisogno di inventare il vocabolo “aeroplano” finché qualcuno non si mise a costruire quelle che, inizialmente, venivano chiamate “macchine volanti”. Fino a una decina d’anni fa la parola “telefonino” era un vezzeggiativo, un diminutivo per indicare un “piccolo telefono”, cioè un giocattolo per bambini o un soprammobile. Oggi identifica quel mezzo di comunicazione di messaggi (parlati o scritti) e di sé (status symbol), che hanno anche i bambini di dieci anni.

Come accade con altri processi cognitivi, anche nel caso della creatività e della capacità di pianificazione efficace la fisiologia ha un ruolo importante. Le dimensioni del sogno, della realtà e della critica sono accompagnate da macro e micro indicatori comportamentali. Proprio tali indicatori possono aiutarci ad entrare più pienamente ed intensamente in quello stato “emotivo-mentale” necessario a creare un piano riuscito.
