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I cattolici in politica. Chi sostiene l’aborto non può definirsi cattolico.

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Riceviamo da Giuliano Bellei, nostro consulente per gli Enti Ecclesiastici,  l’articolo apparso sull’ Informazione di Reggio Emilia del 16.2.2010 a firma don Franco Ranza, sui cattolici in politica, che volentieri pubblichiamo.

Papa Ratzinger così ha parlato in questi giorni: ‘La vita umana è un soggetto inalienabile di diritto … fin dal primo istante, la vita dell’uomo è caratterizzata dall’essere vita e per questo portatrice sempre, dovunque e nonostante tutto, di dignità propria’; ricalcando il pensiero di Paolo VI che scriveva nel 1968 nel documento lontano eppur vicino ‘Humanae vitae’: ‘Il problema della natalità, come ogni altro problema riguardante la vita umana, va considerato al di là delle prospettive parziali, siano di ordine biologico o psicologico, demografico o sociologico, nella luce di una visione integrale dell’uomo e della sua vocazione non solo naturale e terrena, ma anche soprannaturale ed eterna’.

Benedetto XVI non si ferma, ma continua: ‘La storia ha mostrato quanto possa essere pericoloso e deleterio uno Stato che proceda a legiferare su questioni che toccano la persona e la società, pretendendo di essere esso stesso fonte di principio e di etica’.

Vogliamo ancora continuare su questo binario ? Chi avrebbe pensato tutto questo del Papa conosciuto quale teologo, filosofo, giurista ?
Pio XII veniva chiamato il ‘Papa angelico’, Giovanni XXIII ‘il Papa buono’, Luciani ‘il Papa del sorriso’, Giovanni Paolo II ‘il grande’ e … Benedetto XVI ?
Senza alcun dubbio lo chiamerei il Papa che non ha mezze misure, ‘il Papa del coraggio’. L’Uomo del nostro tempo ha coraggio ? Il cristiano, così quotidianamente e ingiustamente attaccato, ha coraggio ?
S. Agostino dirà: «Non la pena, ma la causa fa il martire ». L’uomo di buona volontà è colui che ha fede sperando contro ogni speranza. Il cristiano è l’uomo del coraggio.

Ricordiamo il rimprovero di Dionisio a Penteo che si ritiene saggio?
Dionisio riassume lo scacco della vita in questo: ‘Non sai cosa vuoi, che fai, chi sei’. Sappiamo oggi che cosa veramente vogliamo ?

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Si accetta l’aborto quale diritto e poi si combatte fino all’ultima goccia di sangue contro la pena capitale, contro le guerre definite giuste, si lotta per il diritto alla persona contro la violenza e l’illegalità, si combatte – non sempre – contro la droga perché uccide l’animo e ci strappa drammaticamente la vita stessa … ma poi, poi “la violenza più crudele su un essere nascente che non può difendersi”. Ma attenzione, guai a dare un calcio ad un animale o a distruggere la natura offendendo l’ecologia e il creato.

E il bene comune dove lo mettiamo ? Qualcuno potrebbe obbiettare : prima c’è il singolo poi la comunità, ma la comunità non esiste in forza del singolo ? Come posso parlare di oceano se dimentico le tante gocce d’acqua che fanno la sua grandezza ?

Che cosa dire della provocazione della deputata Rizzoli in seguito alla lettera di Marco che chiede alla compagna di non interrompere la gravidanza: “Il maschio è un inseminatore. Diventa padre solo quando il bimbo nasce”… e dove finisce il rispetto della persona e dove mettiamo la tanta decantata canzone della parità tra uomo e donna ? Sono solo le donne a decidere, né il compagno, né il padre o la Chiesa che tenga, né l’etica sociale, né il diritto naturale ma solo la donna in attesa. E’ vero che la sostenitrice dichiarata dell’aborto, quella Bonino in lista per le prossime votazioni regionali nel Lazio ha affermato: ‘Avrò anche i voti dei cattolici …’

Ma forse questa persona del mondo politico ancora non sa che cosa implica la parola cattolico e non vado avanti con i cattolici adulti che non riesco a definire: il cattolico è il battezzato fedele all’insegnamento del Magistero della Chiesa, punto a capo. Se questo a qualcuno non piace c’è sempre la porta aperta. Il Vangelo è, e fortunatamente rimane, una proposta e non una palla al piede. Per tale ragione Benedetto XVI difende la vita dal suo nascere, se la vita umana è un soggetto inalienabile di diritto ergo, nel sillogismo filosofico, il cattolico è colui che rifiuta l’aborto perché crede nella vita.

Tiriamo quindi le somme senza giochi di parole :
‘Chi sostiene l’aborto non può definirsi cattolico’.

Don Franco Ranza

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