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Archivio per la categoria 'Lazio'

S. Maria Grottaferrata

S. Maria di Grottaferrata, non è solo Santuario mariano ma una badia greca, l’unico dei Monasteri orientali d’Italia presenti nel Medioevo ancora rimasto oggi. Vi si celebra la liturgia in rito greco ed è anche un importante centro ecumenico. E stata fondata nel 1024 da Bartolomeo Juniore, discepolo di S. Nilo da Rossano, venuto nel 1004 dalla Calabria, assieme a un gruppo di monaci, per fondare un Monastero. La Chiesa, con direzione da occidente a oriente, è affiancata sulla destra dall’antica cryptoferrata, cella sepolcrale pagana del I secolo a. C., costruita con grossi blocchi di peperino. La volta a crociera, che le dà la forma di una grotta, e le quattro finestre a doppia inferriata, le hanno attribuito il nome di Grottaferrata. Il Santuario è stato recentemente (1910) restaurato e riportato alle forme primitive.

Basilica Aracoeli

È una Basilica minore con titolo cardinalizio detta anche Santuario di Maria “Salus Populi Romani” o Santuario del S. Bambino d’Aracoeli. Eretti sul luogo dell’antica “Arce Capitolina” è la Chiesa del Senato e del Popolo Romano e simboleggia il trionfo del cristianesimo sul mondo pagano. La denominazione più antica è quella di S. Maria in Capitolio. La Basilica risale al IV-V secolo, sorta, secondo la leggenda, dove la Sibilla predisse ad Augusto la venuta del Redentore. Il nome di Aracoeli appare soltanto dal secolo XII in poi e, secondo l’opinione più comune, deriverebbe dal fatto che la Chiesa sarebbe stata costruita presso l’altare dedicato dall’Imperatore Augusto al Figlio del Dio del cielo.

Nel breve tratto d’unione fra la Chiesa e la sagrestia, si apre a sinistra la Cappella del S. Bambino. Nel 1250 fu affidata ai Frati Minori Francescani.

Abbazia di Montecassino

L’Abbazia si trova su un colle (516 m) che domina la pianura sottostante, ed è stata fondata nel 529 da S. Benedetto. Ritiratosi qui, proveniente da Subiaco, il Santo ha costruito sul tempio pagano di Apollo la Chiesa di S. Martino, e un oratorio dedicato a S. Giovanni Battista che è diventato il primo nucleo della Basilica. In questo luogo ha scritto la sua Regola e ha diffuso il monachesimo in tutta Europa, e qui è morto il 21 marzo 547. L’Abbazia fu distrutta quattro volte: nel 580 dai longobardi, nell’883 dai saraceni, nel 1349 da un violento terremoto e nel 1944 da un terribile bombardamento da parte degli Alleati che combattevano la seconda guerra mondiale. Nell’ VIII secolo fu costruita la Basilica a tre navate, la Chiesa di S. Salvatore e il Monastero. Nel 1504 l‘Abbazia fu unita alla Congregazione di 5. Giustina di Padova, chiamata poi Cassinese. Nel ‘600 la Chiesa fu rifatta secondo la ricostruzione attuale e nel secolo successivo fu ornata con ricca decorazione marmorea. Nel dopoguerra fu ricostruita nelle linee originarie.

14 ott

Divino Amore

Divino Amore

Le origini della Chiesa risalgono al XIII secolo, quando in quella zona sorgeva una specie di fortezza della famiglia Orsini, chiamata Castel di Leva, passata ai Savelli con il nome di castello del Leone.
Su una torre era affrescata un’immagine della Vergine, molto venerata dai pastori della zona.
Nel 1740 un pellegrino, che passava di lì, stava per essere assalito dai cani: chiese aiuto alla Madonna e fu miracolosamente salvo.

Cori LtLa Residenza Sociale – Domus Trinitatis è la nuova struttura inserita nella suggestiva cornice paesaggistica del Comune di Cori (LT) a 30 minuti da Roma. Dispone di 53 posti letto in comode camere ben arredate, con una splendida vista dell’Agro Pontino fino al mare e sullo sfondo l’isola di Ponza.

ANZIO (ROMA)
Santuario di Santa Teresa di Gesù Bambino
Frati Carmelitani Scalzi

Via S. Teresa, 2
00042 ANZIO
Tel. 06.9846338
(diocesi di Albano)

In auto: dall’EUR o da Centocelle, Via Ostia o Via Albano.
In treno: linea Roma Termini-Anzio (quasi ogni ora)

Storia.
Il Santuario si trova all’inizio della città, di fronte all’immensa distesa del mare. La sua storia è abbastanza recente: risale al 17 maggio 1925, quando Teresa del Bambin Gesù fu dichiarata Santa a soli 28 anni dalla morte. Il tempio fu progettato e realizzato dall’architetto romano Alfredo Paoletti.

Era un formidabile baluardo strategico Piglio, da sempre conteso tra le grandi famiglie principesche per la sua magnifica Posizione che domina la valle del Sacco.

Piglio è arroccato, tutto in pietra, con case strette e alte che affondano le radici nella roccia di uno sperone del monte Scalambra. Nel fronte compatto di pietra e sasso emergono i due campanili gemelli della Chiesa Parrocchiale che movimentano la visuale.

All’interno della città vecchia si trova la deliziosa Casa Massimi, un palazzotto 700esco appartenente alla famiglia Massimi Berucci, che si innalza su sei piani stretti stretti che lasciano anche lo spazio ad un gradevolissimo giardino pensile. La casa è un forziere di tesori d’arte: al piano terra si vede la ruota del vecchio frantoio oggi ristorante, ai piani Superiori la sensazionale sala delle Carte di Francia, grandi disegni del ‘700 su carta da parati.

C’era una volta un trenino, di quelli da favola, a rotaia unica, che partiva da Roma e raggiungeva la Ciociaria. Oggi la vecchia strada ferrata è stata riconvertita in incantevole pista ciclabile lunga ben 35 chilometri.

La Ciociaria è anche il regno del trekking: gli antichi sentieri, le piste dei monaci e dei mercanti, sono state tutte risistemate e rese percorribili. Grandi distese di querce, faggi, aceri, castagni che mutano con l’avvicendarsi delle stagioni, sono la stupenda cornice ai continui saliscendi delle colline, ora aspre ora dolci, che si possono incontrare.

Prima di iniziare a parlare di cucina e vini di Ciociaria, occorre una premessa: la Ciociaria è una zona protetta del gusto.

Qui ogni angolo, ogni casa, ogni cittadina nasconde segreti culinari, vini di gran classe, olii da premio. Quasi un territorio vergine, non ancora battuto dai grandi numeri, che conserva tradizioni perse in altri territori anche vicini che scontano l’esser troppo alla moda o troppo famosi.


foto tratta dal sito della pro-loco di Paliano: http://www.prolocopaliano.it/index.htm

Paliano era il cuore dei possedimenti e del potere della famiglia Colonna. E ancor oggi lo spirito di questi potenti principi che sfidarono il papa, aleggia sulla città. Basta entrare in piazza Marcantonio Colonna per sentirlo.

Qui nel centro di Paliano domina il grandioso, grigio e rinserrato Palazzo Colonna costruito nel 1600. Con la sua mole e con le due entrate sormontate da pregevoli bassorilievi, guarda arcigno la bella piazza dove gorgheggia una leggera fontanella ‘700esca. Al più celebre della dinastia, Marcantonio, è dedicata la bella piazza dove si trova anche la Collegiata di S. Andrea. La chiesa, di rara purezza seicentesca, è il sepolcreto della famiglia.

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