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ordini religiosi

Riferendoci spesso agli ordini religiosi, ci è sorto il dubbio che, magari, sarebbe bene approfondire un po’ la differenza fra conventi e monasteri e quella tra suore, monache, monaci, frati e padri. Proviamo quindi a compilare un brevissimo vocabolario sull’argomento.

Abate e Abbadessa :
dal siriano «Abbas» (in copto «Aba »), che significa «padre». L’Abate è il superiore maggiore del monastero «sui iuris» dei Canonici regolari di sant’Agostino, dei Premostratensi, dei Benedettini, dei Cistercensi.

Abbazia:
residenza di religiosi con autonomia di gestione retta da un abate o da un’abbadessa. Si tratta di un termine usato soprattutto nell’Ordine Benedettino. L’abbazia ha caratteristiche costruttive costanti sue proprie, funzionali all’organizzazione della vita monastica, caratteristiche che hanno cominciato a formarsi e essere osservate con regolarità intorno all’anno 1000.

L’autorità massima del monastero è nelle mani dell’abate che può avere alle sue dirette dipendenze un priore ed un sotto-priore. Nei grossi monasteri, l’amministrazione spiccia è a carica di diversi altri monaci. Il priore è il vice dell’abate che, tra l’altro, lo sostituisce durante le sue assenze. Se necessario può essere coadiuvato da un sotto-priore.

Il cantore (o precentor) si occupa dei canti durante i servizi divini. Suo assistente è il succentor. È anche uno dei tre monaci che conserva le chiavi del monastero. Tra gli altri suoi compiti c’è

  1. l’istruzione dei novizi
  2. l’opera di libraio ed archivista e, quindi, la responsabilità della conservazione dei libri e di fornire i monaci con quelli necessari libri per le orazioni
  3. la preparazione di brevi biografie dei monaci morti (che poi venivano portate di convento in convento per dar notizia di chi era venuto a mancare).

Il portinaio è il monaco responsabile dell’ingresso e dell’uscita dal monastero.

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