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	<title>Associazione Turismo Religioso &#187; azienda</title>
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		<title>Primo Soccorso in Azienda: gli adempimenti del datore di lavoro.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 07:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Sensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Con l’intervento correttivo effettuato ad opera del D.Lgs. n. 106, il legislatore ha semplificato e reso più coerente l’intero complesso normativo in materia di primo soccorso nei luoghi di lavoro.
La recente entrata in vigore del D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106, cosiddetto “decreto correttivo”, ha apportato importanti modifiche al D.Lgs. n. 81/2008, tra le quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-555  aligncenter" title="primo-soccorso" src="http://www.associazioneturismoreligioso.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/primo-soccorso.jpg" alt="primo-soccorso" width="265" height="208" /></p>
<p><strong>Con l’intervento correttivo effettuato ad opera del D.Lgs. n. 106, il legislatore ha semplificato e reso più coerente l’intero complesso normativo in materia di primo soccorso nei luoghi di lavoro.</strong></p>
<p>La recente entrata in vigore del D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106, cosiddetto “decreto correttivo”, ha apportato importanti modifiche al D.Lgs. n. 81/2008, tra le quali è possibile citare la sostituzione dell’allegato IV al suddetto decreto e, con essa, l’eliminazione di una parte dei suoi contenuti, in particolare quelli riguardanti le misure relative al primo soccorso nelle aziende.<span id="more-554"></span></p>
<p>La presenza dei suddetti precetti, ora espunti, aveva creato non poche perplessità tra gli addetti ai lavori, poiché con essi si riproponevano una serie di adempimenti a carico delle aziende già risalenti al D.P.R. n. 303/1956, tra i quali l’obbligo di possedere nei casi previsti la camera di medicazione, nonché alcuni dubbi interpretativi di questa vecchia normativa che si sperava fossero stati accantonati definitivamente grazie all’entrata in vigore del Testo unico sulla sicurezza.</p>
<p>Con l’intervento correttivo effettuato ad opera del D.Lgs. n. 106, il legislatore ha semplificato e reso più coerente l’intero complesso normativo in materia di primo soccorso nei luoghi di lavoro.<br />
Gli obblighi in merito in capo al datore di lavoro sono descritti nella Sezione VI del Titolo I del D.Lgs. n. 81/2008, dedicato alla gestione delle emergenze ed in particolare nella rubrica “primo soccorso” dell’articolo 45.</p>
<p>Difatti, fermo restando l’obbligo di cui all’articolo 18, comma 1, lett. b) del medesimo decreto di nominare preventivamente i lavoratori addetti alle misure di primo soccorso, ribadito dall’articolo 43, comma 1, lettera b), quest’ultimo assistito da una contravvenzione penale che prevede la pena alternativa dell’arresto da 2 a 4 mesi o l’ammenda da 750 a 4000 euro, il datore di lavoro, sentito anche il parere del medico competente, dovrà prendere tutti i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza.</p>
<p>La norma non definisce il numero di componenti della squadra addetta al primo soccorso, lasciando alla valutazione del datore di lavoro l’onere di definirne l’entità.<br />
Per tale valutazione il datore di lavoro dovrà tenere conto della reale disponibilità di personale sul posto di lavoro (verificando che, per esempio, anche in caso di turnazione del personale il servizio sia sempre garantito), ma anche della presenza di altre persone, oltre i lavoratori, che possono essere presenti sul luogo di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni (118, ma anche servizi privati), anche per il trasporto degli infortunati.</p>
<p>Per ciò che concerne le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, il riferimento è rappresentato dal D.M. n. 388/2003, in particolare dagli allegati 1 e 2 che definiscono rispettivamente i contenuti minimi della cassetta di pronto soccorso e del pacchetto di medicazione.<br />
La scelta dell’uno o dell’altro presidio dovrà essere effettuata sulla base della classificazione dell’azienda, eseguita, ai sensi del medesimo D.M. 388/2003, sulla base dei seguenti criteri:</p>
<p>- Gruppo A: aziende a rischio di incidente rilevante, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari, aziende estrattive ed altre attività minerarie, lavori in sotterraneo, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni, aziende o unità produttive appartenenti o riconducibili a gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a 4, aziende agricole con oltre 5 lavoratori a tempo indeterminato;</p>
<p>- Gruppo B: aziende con tre o più lavoratori non appartenenti al Gruppo A;</p>
<p>- Gruppo C: aziende con meno di tre lavoratori non appartenenti al gruppo A.<br />
Le aziende del Gruppo C devono essere provviste di pacchetto di medicazione, mentre per gli altri gruppi dovrà essere prevista la cassetta di pronto soccorso. In tutti i casi l’azienda dovrà dotarsi anche di un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare i soccorsi.</p>
<p>In assenza di altre specifiche in merito, riguardanti quest’ultimo precetto, si ritiene che la presenza di un normale telefono fisso o di un telefono cellulare, verificata la costante disponibilità di segnale, possa essere sufficiente.<br />
In tutti i casi, in presenza di lavoratori che svolgano lavori isolati in luoghi diversi dalla sede dell’azienda, dovranno essere garantiti sia il pacchetto di medicazione che il mezzo di comunicazione.</p>
<p>Dalla classificazione delle aziende discende altresì la necessità di formazione dei lavoratori addetti alle misure di primo soccorso.<br />
In particolare, per le aziende appartenenti al gruppo A, i lavoratori designati dovranno frequentare un corso di formazione della durata minima di 16 ore, secondo i contenuti riportati nell’allegato 3 al Decreto ministeriale.<br />
Per i restanti gruppi B e C, il corso avrà invece una durata minima di 12 ore, conformemente ai contenuti di cui all’allegato 4 del medesimo decreto.<br />
I corsi possono essere erogati esclusivamente da personale medico o, per la sola parte pratica da personale infermieristico o altro personale specializzato e dovranno essere aggiornati ogni tre anni con un modulo della durata minima di 4 ore almeno l’addestramento pratico.</p>
<p>Si richiama infine l’attenzione ad una delle novità introdotte dal D.Lgs. n. 106/2009, in particolare l’inserimento all’interno dell’articolo 34 del comma 1-bis che consente al datore di lavoro, nei medesimi casi in cui la norma prevede egli possa svolgere il ruolo di responsabile del servizio di prevenzione e protezione (definiti dall’allegato II al D.Lgs. n. 81/2008), di poter svolgere direttamente il ruolo di addetto al primo soccorso, ma limitatamente al caso in cui l’azienda abbia fino a 5 lavoratori.</p>
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		<title>Turismo e Sviluppo: La Comunicazione Non Va in Crisi.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 06:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lisa Nanu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una crisi è un evento imprevisto e destabilizzante che deve essere affrontato in modo rapido e competente e con solidi valori alla base.
Fra i principali fattori che espongono al rischio di crisi c&#8217;è la turbolenza ambientale; infatti, quando una crisi nasce e cresce nel macro ambiente esterno è di solito fuori dal controllo di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.associazioneturismoreligioso.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/comunicazione.jpg"><img class="size-full wp-image-185 aligncenter" title="comunicazione" src="http://www.associazioneturismoreligioso.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/comunicazione.jpg" alt="" width="160" height="202" /></a></p>
<p>Una crisi è un evento imprevisto e destabilizzante che deve essere affrontato in modo rapido e competente e con solidi valori alla base.<br />
Fra i principali fattori che espongono al rischio di crisi c&#8217;è la turbolenza ambientale; infatti, quando una crisi nasce e cresce nel macro ambiente esterno è di solito fuori dal controllo di una società.</p>
<p>L&#8217;ambiente esterno è basilare all&#8217;ideazione della strategia da parte di un&#8217;azienda, che ne tiene conto nella sua analisi conosciuta con l&#8217;acronimo <strong>PEST</strong>.<br />
<span id="more-184"></span></p>
<p>Quest&#8217;ultimo indica:</p>
<ul>
<li>l&#8217;ambiente politico,</li>
<li>economico,</li>
<li>sociale</li>
<li>tecnologico.</li>
</ul>
<p>Le conseguenze di una crisi possono colpire diversi aspetti di un&#8217;azienda: produrre danni materiali ai prodotti, rovinarne l&#8217;immagine e screditare professionalmente il management.</p>
<p>Se da una parte è difficile generare interesse, rimane importante informare il mercato su come l&#8217;azienda intende procedere in questo momento turbolento e quali aggiustamenti ha in mente di portare avanti, sia a livello operativo che strategico e finanziario. Ovviamente sempre nei limiti di una comunicazione coerente e corretta, evitando di creare aspettative infondate.</p>
<p>In questo clima il ruolo del comunicatore istituzionale e finanziario diventa critico e ancora più importante, in quanto la società naviga in un ambiente con maggiori pressioni che richiede una strategia di comunicazione attenta, reattiva e responsabile.</p>
<p>Anche l&#8217;essenza del messaggio cambia, si passa da un &#8220;guarda cosa facciamo&#8221; ad un &#8220;guarda come stiamo affrontando il mercato e quali sono le nostre aspettative future di crescita&#8221;. Ci si muove così dal conto economico allo stato patrimoniale, passando dal comunicare il presente a trasmettere aspettative di crescita per il futuro.</p>
<p>Questo perché chi investe o ha interesse affinché un&#8217;azienda produca e funzioni bene, vuole sapere &#8220;se&#8221; e &#8220;come&#8221; questa può superare la crisi. Avendo acquisito queste informazioni, essi si apprestano fiduciosi a valutare la strategia dell&#8217;azienda, come la competitività, gli elementi trainanti la crescita, il rischio e i fattori chiave di investimento.</p>
<p>Costruire relazioni basate sulla fiducia con fondamenta strutturate di efficienza e competenza è importante in ogni mercato e, in questo clima, la comunicazione finanziaria e istituzionale deve trasferire fiducia e professionalità.</p>
<p>Mai avere fretta di comunicare notizie incerte, la comunicazione deve assolutamente essere &#8216;etica&#8217;, ossia deve possedere dei valori &#8211; coerenza, trasparenza, correttezza e continuità &#8211; che migliorano la qualità e l&#8217;efficacia della comunicazione, permettendo di raggiungere il successo nel medio-lungo termine.</p>
<p>Dal lato opposto, se la comunicazione non è continuativa e ben &#8220;coltivata e radicata&#8221; nella cultura aziendale, essa diventa fragile. Infatti, se in situazioni di crisi essa non viene attivata, in maniera tempestiva e utilizzando gli strumenti più idonei, la realtà dei fatti potrebbe apparire alterata agli occhi del pubblico, modificando l&#8217;immagine dell&#8217;azienda stessa.<br />
Ci vuole molto tempo per costruire dei solidi rapporti di fiducia e può bastarne veramente poco per distruggerli.</p>
<p>La comunicazione deve essere ben gestita, perché comunicare in modo responsabile è fondamentale. Ognuno, ovviamente, deve essere responsabile di ciò che dice e di ciò che fa e fra il dire e il fare ci deve essere una corrispondenza precisa. Quindi prima regola fondamentale: la coerenza, mai promettere ciò che non si può mantenere!</p>
<p>La comunicazione incide sulla risoluzione di una crisi, sia aggiornando su quali sono gli obiettivi e la strategia di un&#8217;azienda &#8211; elementi a volte fraintesi e non del tutto capiti &#8211; che creando nuovi orizzonti di visibilità e mantenendo un efficace equilibrio delle relazioni fra l&#8217;organizzazione ed il suo pubblico.</p>
<p>Oggi fra l&#8217;altro, grazie alla tecnologia e ad internet, siamo dotati di ottimi strumenti per aggiornare in modo veloce il nostro pubblico, ovunque esso si trovi. Inoltre, in uno scambio reciproco con la rete, attraverso forum, blog ecc., riusciamo anche a trovare informazioni utili a capire quale sia il feeling del pubblico esterno sulla nostra azienda.</p>
<p>Finiamo ora con l&#8217;affermare che in una situazione di crisi, un&#8217;efficace comunicazione rappresenta una marcia in più per affrontarla in modo costruttivo!</p>
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