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C’era una volta un trenino, di quelli da favola, a rotaia unica, che partiva da Roma e raggiungeva la Ciociaria. Oggi la vecchia strada ferrata è stata riconvertita in incantevole pista ciclabile lunga ben 35 chilometri.
La Ciociaria è anche il regno del trekking: gli antichi sentieri, le piste dei monaci e dei mercanti, sono state tutte risistemate e rese percorribili. Grandi distese di querce, faggi, aceri, castagni che mutano con l’avvicendarsi delle stagioni, sono la stupenda cornice ai continui saliscendi delle colline, ora aspre ora dolci, che si possono incontrare.

foto tratta dal sito della pro-loco di Paliano: http://www.prolocopaliano.it/index.htm
Paliano era il cuore dei possedimenti e del potere della famiglia Colonna. E ancor oggi lo spirito di questi potenti principi che sfidarono il papa, aleggia sulla città. Basta entrare in piazza Marcantonio Colonna per sentirlo.
Qui nel centro di Paliano domina il grandioso, grigio e rinserrato Palazzo Colonna costruito nel 1600. Con la sua mole e con le due entrate sormontate da pregevoli bassorilievi, guarda arcigno la bella piazza dove gorgheggia una leggera fontanella ‘700esca. Al più celebre della dinastia, Marcantonio, è dedicata la bella piazza dove si trova anche la Collegiata di S. Andrea. La chiesa, di rara purezza seicentesca, è il sepolcreto della famiglia.

Terme: una parola che racchiude un universo. Ormai svecchiate dalla classica immagine di luoghi di ‘cura’ per malati cronici e anziani, le Terme stanno vivendo un periodo di splendore. Oggi, un soggiorno termale è un percorso nel piacere del corpo che passa anche attraverso la cura. E curarsi vuole anche dire coccolarsi con trattamenti di bellezza e benessere.
Cultura, ambiente e tradizione, camminano fianco a fianco nei lepini. Nel cuore dell’Italia centrale , a metà strada tra l’Appennino e il mare, i ritmi calmi che caratterizzano la vita del comprensorio, convivono senza screzi con i frutti della modernità. Siamo a Cori.
La parola Lepini, che individua la catena montuosa, deriva dal latino lapis cioè pietra. Tale catena fa parte dei rilievi calcarei del Lazio e si estende dai colli albani ai monti Musoni.
Il comprensorio è comunemente considerato parte del pre-appennino ma, dal punto di vista geologico, si collega direttamente alla catena appenninica.
Voluto dall’imperatore romano Claudio per rifornire la capitale dell’Impero, Fiumicino è stato il più
grande porto della romanità. Collegato all’aeroporto intercontinentale “Leonardo da Vinci”, oggi oltre ad essere un importante porto pescherecci e da diporto è scalo strategico per la partenza di traghetti per le isole Ponziane, Flegree e per la Sardegna.
In estate i passeggeri possono usufruire dei frequenti collegamenti con i porti di Arbatax e Golfo Aranci, effettuati con i mezzi veloci della Compagnia di Navigazione Tirrenia. Fiumicino è punto di partenza per visitare le suggestive località turistiche vicine: principalmente Fregene, con la sua splendida Pineta; gli scavi archeologici di Ostia Antica, con le antiche vestigia della città romana. Di notevole interesse il Museo delle Navi di Fiumicino con i resti di imbarcazioni di età romana.
A spasso tra i borghi dell’alta Ciociaria alla ricerca delle testimonianze di arte e storia.
È quasi impossibile, una vera impresa titanica, dar conto di tutte le ricchezze artistiche della Ciociaria. Queste terre, colonizzate dai Romani, poi amatissime dai papi medievali, sono capillarmente coperte di gioielli artistici: case private, palazzi nobiliari, chiese, abbazie, fontane. E, come usa in Italia, la terra dei piccoli comuni, ogni microscopico borgo ha il suo campanile, la sua chiesa, il suo palazzo.
Tanti, tantissimi, i tesori da ammirare, a partire dalle cittadine più grandi come Anagni con lo splendore del suo centro storico, per toccare le più piccine, come Acuto, delizioso con il suo castello con le torri cilindriche, e Piglio con la Rocca dei Colonna in restauro e la sublime casa Massimi Berucci.
Si può ben dire che Fiuggi è un luogo baciato dagli dei. Qui le stagioni e il clima sono di una gentilezza che stupisce, in inverno il freddo è delicato, in estate non si conosce l’afa. Come se questo non bastasse, Fiuggi ha un’altra grande fortuna: le sue acque. Oligominerali, leggere, piacevoli al gusto, passano dal palato lasciando, una traccia di sapore benefico che scende verso i visceri apportando salute. Sono secoli che si conoscono le doti di quest’acqua che “rompe la pietra” come scriveva Michelangelo nel 1549.
Quel che prima era legato alla osservazione empirica, oggi è certificato dalla scienza: bere alla fonte questo liquido puro e trasparente, aiuta a “frantumare” e spezzare quei fastidiosi “sassolini” che si formano all’interno delle vie renali e degli ‘stessi reni. Le vene acquifere attraversano strati tufacei ora semipermeabili, ora permeabili; nel passaggio si depurano e si arricchiscono, divenendo quella particolare acqua oligominerale capace di aumentare la diuresi e “sciogliere” i calcoli renali.
Il Papa dello ‘schiaffo’, al secolo Benedetto Caetani, nel 1296 si prese il castello e lo risistemò lasciando in eredità al piccolo borgo il suo nome. La grandiosa torre merlata e le mura sono arrivati fino a noi e dominano il centro storico tutto medievale. Giunti sotto il castello, si aggirano le mura e si passa sotto un arco di pietra: da questo punto la torre è messa di tre quarti e si lascia apprezzare in tutta la sua possanza.
Il centro storico è tutto così: piccole case basse a schiera di matrice ‘800esca, vecchi Portoni, tegole rosse sui tetti e fiori, fiori ovunque. E bello riposare sulla piccola piazza di Ciottoli dove si affaccia la chiesa di S. Maria, semplice delicata, leggermente barocca, ma con all’interno alcuni dipinti pregevolissimi e poi abbeverarsi all’antica fonte che regala acqua ricca di minerali.
La regione storica della Ciociaria, millenario ponte geografico tra Roma e Napoli, coincide quasi perfettamente con la provincia di Frosinone ed alcuni comuni delle province di Roma e Latina. L’origine del nome deriva dalle “ciocie”, antichissime e caratteristiche calzature portate una volta dai suoi pastori, fatte di un solo pezzo di cuoio, fermato al piede da stringhe, anche esse di cuoio, e avvolte attorno al polpaccio, a sua volta rivestito da una fascia di tela bianca. La storia e lo spirito della Ciociaria si sono forgiate in intima connessione con le forme del territorio.
Dall’epoca pre-romana, con le antichissime acropoli circondate da mura megalitiche, all’età imperiale, con prospere città sulla via Latina. La terra che vediamo oggi è però soprattutto quella che ha preso forma nei primi secoli del Medioevo, con l’opera civilizzatrice delle abbazie Benedettine e lo splendore della Città dei Papi. Una Terra da scoprire e conoscere attraverso un viaggio nel passato tra storia, mito e leggenda sulle orme di Cicerone, S. Tommaso e S. Benedetto.
La città di Anzio, adagiata su circa 15 km di spiaggia e appoggiata su un piccolo promontorio che declina verso il mare è una delle poche città che divisa in due riviere riesce ad offrire l’alba sulla spiaggia di levante e il tramonto su quella di ponente il mare, che da sempre ha caratterizzato Anzio, costituisce da un punto di vista geografico-naturale un patrimonio insostituibile per questa Città e sotto il profilo storico-culturale l’elemento che ha influenzato periodi di forte sviluppò odi grande crisi.
Dalla spiaggia è possibile ammirare tutto quello che è il patrimonio culturale-archeologico della Città: dalla costa di levante alla costa di ponente. Si parte dal Paradiso sul mare, palazzo del Novecento in stile liberty destinato al Casinò, che conserva a tutt’oggi lo stile e la bellezza di quel tempo, per passare poi al porto, risorsa vitale per la Città che intorno a quel bacino è nata e si è sviluppata, quindi il lungo tratto che dalla Darsena, costeggiando un patrimonio archeologico ineguagliabile, la Villa di Nerone e le sue grotte, porta a Lido dei Pini. E ‘A che il sole va a nascondersi per riapparire, qualche ora più tardi, di fronte al Paradiso sul Mare.








