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Abbazia di Montecassino

L’Abbazia si trova su un colle (516 m) che domina la pianura sottostante, ed è stata fondata nel 529 da S. Benedetto. Ritiratosi qui, proveniente da Subiaco, il Santo ha costruito sul tempio pagano di Apollo la Chiesa di S. Martino, e un oratorio dedicato a S. Giovanni Battista che è diventato il primo nucleo della Basilica. In questo luogo ha scritto la sua Regola e ha diffuso il monachesimo in tutta Europa, e qui è morto il 21 marzo 547. L’Abbazia fu distrutta quattro volte: nel 580 dai longobardi, nell’883 dai saraceni, nel 1349 da un violento terremoto e nel 1944 da un terribile bombardamento da parte degli Alleati che combattevano la seconda guerra mondiale. Nell’ VIII secolo fu costruita la Basilica a tre navate, la Chiesa di S. Salvatore e il Monastero. Nel 1504 l‘Abbazia fu unita alla Congregazione di 5. Giustina di Padova, chiamata poi Cassinese. Nel ‘600 la Chiesa fu rifatta secondo la ricostruzione attuale e nel secolo successivo fu ornata con ricca decorazione marmorea. Nel dopoguerra fu ricostruita nelle linee originarie.
La fede del cristiano ha la sua base ideologica nel Verbo di Dio, presente nei Libri Sacri e nei Dieci Comandamenti, e la sua base dogmatica nelle dottrine nate in seno ai concili della Chiesa; ma il fuoco che alimenta questa fede è dato dalla fiducia, dall’amore verso il divino invisibile. Probabilmente per questo l’arte invisibile per eccellenza, la musica, ebbe un ruolo così importante nella diffusione del Verbo divino e del culto del Salvatore nel mondo antico ed ebbe questo ruolo nella forma del canto monodico (fino al XV secolo circa), genericamente ed erroneamente conosciuto come canto gregoriano, vedremo in seguito cosa si cela dietro questa denominazione.
I primi cristiani, partiti per diffondere l’Evangelion, avevano tra le proprie tradizioni liturgiche la “recitazione intonata” delle lezioni, la declamazione melodica dei salmi, il canto degli inni, che si tenevano nella Sinagoga di Israele. Con l’arrivo in Grecia e poi a Roma, tale usanza subì delle modifiche, andò incontro a sincretismi con elementi locali, utilizzando il greco e, nel IV secolo circa, il latino, lingua ufficiale di una Chiesa oramai istituzione sempre più affermata (ricordiamo che l’editto di Teodosio del 380 proclamava il Cristianesimo come religione ufficiale dell’impero).

