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DEGLI ORDINI RELIGIOSI

Riferendoci spesso agli ordini religiosi, ci è sorto il dubbio che, magari, sarebbe bene approfondire un po’ la differenza fra conventi e monasteri e quella tra suore, monache, monaci, frati e padri. Proviamo quindi a compilare un brevissimo vocabolario sull’argomento.
Abate e Abbadessa :
dal siriano «Abbas» (in copto «Aba »), che significa «padre». L’Abate è il superiore maggiore del monastero «sui iuris» dei Canonici regolari di sant’Agostino, dei Premostratensi, dei Benedettini, dei Cistercensi.
Abbazia:
residenza di religiosi con autonomia di gestione retta da un abate o da un’abbadessa. Si tratta di un termine usato soprattutto nell’Ordine Benedettino. L’abbazia ha caratteristiche costruttive costanti sue proprie, funzionali all’organizzazione della vita monastica, caratteristiche che hanno cominciato a formarsi e essere osservate con regolarità intorno all’anno 1000.
“Ti ho lodato sette volte al giorno”,questo sacro numero di sette si esprime nei momenti di preghiera: Lodi,Prima, Terza, Sesta, Nona, Vespro e Compieta.
Prima dell’alba il monaco si alza al suono della campana e si reca in chiesa per la recita dell’ufficio notturno, che termina con le lodi mattutine. Al termine di questo spazio di tempo riservato alla preghiera, il monaco inizia il proprio lavoro che non interrompe più sino alla Messa conventuale, centro di tutta l’ufficiatura e punto culminante della vita monastica.
La campana dell’Angelus ricorda l’ora del pranzo: nel refettorio l’Abate benedice la mensa ed il lettore che, come vuole la regola, leggerà un brano di Santa Scrittura durante il pasto. Dalla lettura ad alta voce deriva naturalmente la legge del silenzio per evitare ogni diminuzione di raccoglimento.

