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14 ott

Divino Amore

Divino Amore

Le origini della Chiesa risalgono al XIII secolo, quando in quella zona sorgeva una specie di fortezza della famiglia Orsini, chiamata Castel di Leva, passata ai Savelli con il nome di castello del Leone.
Su una torre era affrescata un’immagine della Vergine, molto venerata dai pastori della zona.
Nel 1740 un pellegrino, che passava di lì, stava per essere assalito dai cani: chiese aiuto alla Madonna e fu miracolosamente salvo.

È un perenne dovere della Chiesa scrutare i «segni dei tempi» e interpretarli alla luce del Vangelo, come più volte ha sottolineato il Concilio Vaticano II. Il concetto di «segno dei tempi» ritorna fertile di suggestioni per la lettura della società dei nostri giorni, caratterizzata da una mobilità universalmente sempre più crescente.

La nostra generazione s’era abituata a pensare alla condizione stanziale dell’uomo come alla situazione ottimale dell’umanità sulla terra. Fino a ieri si pensava: l’umanità sarà tranquilla e in pace quando ogni popolo avrà la sua area geografica, in cui parlare la propria lingua, sviluppare la propria cultura. In fondo, gli Stati nazionali, negli ultimi duecento anni, hanno perseguito come supremo valore sociale questo assetto dell’umanità.

L’uomo è essenzialmente un nomade, un pellegrino nel tempo e nello spazio. Il migrante di ieri era solo colui che lasciava la propria terra per cercare fortuna in altri paesi lontani, trasportato dalla nave o dall’aereo. Oggi può essere considerato tale anche chi, rimanendo seduto in poltrona a casa sua, emigra con la mente, «navigando» attraverso la televisione o il computer.

Lo studio delle migrazioni s’interessa esclusivamente della dimensione geografica del fenomeno, dando per scontata quella temporale. Mentre una visione completa del nomadismo nello spazio richiede un discorso integrativo sul nomadismo nel tempo, anche perché quest’ultimo è costitutivo della natura umana ed è, quindi, più universale del primo; infatti, non tutti lasciano la propria terra, ma tutti gli uomini emigrano inesorabilmente nel tempo. Lo stesso si dica riguardo al pellegrinaggio.

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